martedì 13 dicembre 2011

Il Futuro della Democrazia nella Crisi Globale


Il Futuro della Democrazia e la Crisi Globale
Uno Spettro si aggira per l’Europa, così Marx nel 1848 apriva il Manifesto del Partito Comunista, oggi non è più lo Spettro del Comunismo ad aggirarsi per il Vecchio Continente, ma lo Spettro della Crisi. Tutti noi ci riempiamo la bocca con la parola Crisi ma sappiamo cosa significhi dal punto di vista dell’Etimologia e della Semantica? Crisi deriva dal greco KRINò e significa due cose congiunte: Separo – Decido.
La Crisi è dunque un Momento di Separazione e di Decisione, ovvero un Momento Complesso di Passaggio da un Sistema o Paradigma ad un Diverso Sistema o Paradigma e conseguentemente un Momento di Decisione.
Le Crisi come ebbe a dire alcuni giorni or sono il Presidente Monti in una conferenza, poi profondamente travisata sui Social Network, è l’Occasione Storica per operare dei Cambiamenti Profondi, delle Trasformazioni Radicali di Sistema / Paradigma.
La Crisi può, dunque, essere interpretata come il Momento Propizio per operare una profonda e radicale trasformazione dei processi strutturali, ovvero, economici come di quelli sovrastrutturali ideologico – culturali ed istituzionali.
Il Sistema Neo-Liberista può essere definito, utilizzando una struttura linguistica di matrice trotzkysta a me cara, come quel Sistema che si fonda sulla Rivoluzione Permanente poiché mal sopporta ogni forma di rigidità sia essa Istituzionale od Operativa; la Rivoluzione è in fondo un Processo di Crisi che investe ogni aspetto della vita individuale come di quella associata con la differenza rispetto ad altri processi rivoluzionari che non si coagula entro una nuova definizione delle Istituzioni ma procede continuamente per Fratture e Salti che generano discontinuità radicali.
Le Democrazie Classiche fondate sul Parlamentarismo di origine britannica necessitano nel loro intimo di un rapporto privilegiato tra territorio e rappresentanza politica, tra collegio elettorale e deputato/senatore, dunque su forme di localismo che divengono nell’Assemblea Parlamentare momenti di costruzione dell’Orizzonte Generale (Nazionale) entro cui si operano scelte e si elaborano compromessi tra interessi e “visoni del Mondo” tra loro contrapposte.
Il Liberismo su tali strutture provoca uno Tsunami poiché all’estrema flessibilità e rapidità assomma la non-territorialità essendo per intima natura Globale. I capitali finanziari sono leggeri, non oberati dalle appartenenze territoriali e culturali, virtuali la massa degli scambi globali supera di gran lunga la massa monetaria circolante. Se tali processi debbono essere governati non possono esserlo da Strutture Rigide per cui la Democrazia, che è essa stessa Ideologia come bene dimostra Canfora in un suo prezioso lavoro di alcuni anni or sono, si trova a dover fronteggiare una Crisi radicale del suo Essere medesimo.
Non ho la ricetta per superare tale situazione ma posso tentare di delineare alcuni elementi, o meglio alcune tendenze possibili per la Democrazia nella Crisi Globale:
-          Superare il Parlamentarismo con Agenzie di Regolamentazione Sovranazionali trapassando così dall’Era dei Legislatori all’Era dei Regolamentatori /Decisori
-          La Società Civile per la prima volta dopo la Rivoluzione Francese può e deve divenire attrice fondamentale del proprio auto-governo mediante l’assunzione in forma associata ed economica di pezzi dello Stato, ad esempio gestione associata del Welfare dagli asili nido alla manutenzione ambientale, lasciando così allo Stato esclusivamente la salvaguardia della Vita Individuale, della Proprietà e della Libertà.
-          Superare gli Stati Nazione definitivamente annichilati dalla Globalizzazione mediante Aree Strategiche Integrate, ad esempio il Sistema Portuale del Mediterraneo Nord-Occidentale con il suo retroterra Industriale e dei Servizi interconnesso con altre aree strategiche mediante il Corridoio 5 ed ancora sempre a titolo di esempio il ruolo che Napoli ed Algeri possono svolgere in un sistema integrato Euro-Mediterraneo.
La Democrazia che conosceremo non sarà più quella di matrice Illuministica che dopo oltre due secoli è veramente stremata ma una diversa e complessa forma di regolamentazione e decisione dei rapporti sociali ed economici in cui Agenzie di Regolamentazione e Società Civile dialogheranno e si scontreranno e decideranno in Autonomia.

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