La mediocrità come elemento centrale della Democrazia Rappresentativa.
È notte alta, mi aggiro come uno spettro inquieto in preda all’insonnia, fumo nervosamente una sigaretta dietro l’altra, giocherello al pc ed infine accendo la televisione. Un vecchio congress man parla a dei giovani stravaccati nell’atrio del Parlamento: “la Democrazia Rappresentativa esprime la media dei cittadini ovvero il cittadino medio. Potremmo prendere l’elenco telefonico estrarre a caso o in ordine alfabetico il numero dei legislatori ed otterremmo lo stesso indice di rappresentatività che otteniamo con le elezioni”. È lapalissiano eppure mi gela come una folata di vento siberiano.
I parlamentari esprimono il cittadino medio, la Democrazia è esattamente questo: portare il cittadino medio nella stanza dei bottoni. Tutto il resto è costruzione di un’epica pubblica o di una retorica pubblica o funzionale oppure ideologica.
Torno con la mente a Socrate, all’Apologia di Socrate, laddove definisce la Democrazia una lotteria e chiede se per addestrare un cavallo ci si affiderebbe al primo che passa oppure ad uno specialista nel dressage, o se per educare il proprio figlio ci si affiderebbe ai voti oppure al miglior pedagogista che si possa trovare nella città. Socrate, ovvero la mente più affilata e tagliente di Atene, l’uomo definito dall’Oracolo di Delo come il più Sapiente tra gli uomini, viene messo a morte dalla Democrazia Ateniese non dal Regime dei Trenta Tiranni. Nei libri di testo scolastici l’Eroe di Roma è Giulio Cesare, fondatore dell’Impero, non Bruto e Cassio che nell’estremo tentativo di salvare la Repubblica con un gesto sublime ammazzano Cesare.
Certo è che siffatti pensieri non conciliano il sonno, dalle fessure delle persiane comincia a filtrare la pallida e gelida luce del mattino invernale, decido dunque di proseguire nei miei ragionamenti tanto di dormire non se ne parla proprio.
Allora se la Democrazia è la Mediocrità Statistica al Potere la rivolta anti-Casta in nome di ideali superiori altro non è che invidia sociale? Invidia per i “privilegi” che altri mediocri hanno mentre la massa dei mediocri non ha? Dunque si attaccano i “politici” per invidia, e gelosia sociale? Oppure perché ci stiamo rendendo conto che la complessità radicale del nostro Modello Sociale non può più permettersi di essere governata dai mediocri?
Mediocrità e Complessità non riescono ad andare a braccetto, nelle campagne elettorali sono solito dire: attenzione non votate solo delle persone e dei partiti, tutti più o meno fotocopie l’uno dell’altro, ma progetti sociali, scelte di bio-etica e di bio-tecnologia, decidete se l’Italia competerà nel campo della Tecno-Scienza o meno, decidete su quale modello di crescita punteremo …
La “Crisi Sistemica della Democrazia” si gioca proprio sulla Natura Sociologica della Democrazia. Il Governo Monti da questo punto di vista esprime una radicale innovazione: i Decisori non possono essere espressione della media – mediocrità ma debbono esprimere un sovrappiù non solo di competenza ma di cultura, debbono cioè appartenere ad elite ed è il trionfo di Pareto. Il Parlamentarismo appare esausto ed è esausto proprio per queste ragioni e con esso il Costituzionalismo. Noi abbiamo la più bella tra le Costituzioni, ma a che serve una Costituzione Bellissima se poi non è applicabile? Oppure se è applicabile solo da uomini e donne straordinarie? Forse dovremmo ridefinire radicalmente il concetto di Democrazia e di Rappresentanza rimuovendo definitivamente l’”Aura Mitica” che li circonda. I miti esprimono l’alleanza con il Mondo di civiltà arcaiche così come l’esemplarità dei comportamenti è funzionale alla pedagogia dei bambini. Ma noi siamo Adulti, con quello che l’essere adulti comporta compresa una qualche dose di cinismo e disincanto, non abbiamo bisogno né di miti né di esempi ci dovrebbe bastare la Ragione e la Logica per orientarci nel Mondo. Dobbiamo dunque de-sacralizzare la Democrazia e gli Istituti Democratici se vogliamo salvarli e renderli strumenti per la comune convivenza.
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