venerdì 14 ottobre 2011

Alcune considerazioni politiche


Alcune considerazioni politiche
È giunta, credo, al suo più alto livello di drammaticità la Crisi Costituzionale apertasi nell’ormai lontanissimo 1992 con l’esplosione di Mani Pulite che marxianamente continuo a considerare come un Golpe Imperfetto generato da tre fattori fondamentali:
·         La fine della Guerra Fredda e dunque la fine della contrapposizione politico-militare-economica tra i blocchi egemoni
·         La Ristrutturazione Neo-Liberista dell’Europa che in cagione della Guerra Fredda ne era rimasta fuori
·         La necessità tutta italiana di impedire un nuovo gabinetto Craxi che avrebbe posto all’Ordine del Giorno della Politica e del Paese la necessità di Riformare la Costituzione e modernizzare il Paese adeguandolo radicalmente alla sfida neo-liberista.
L’Italia all’inizio degli anni novanta del secolo scorso appariva, dal punto di vista economico, più un paese del socialismo reale che un paese dell’Occidente: lo Stato controllava tutto il Sistema Bancario e praticamente tutto il Sistema Assicurativo e attraverso le Partecipazioni Statali gran parte dell’Economia Pesante. Tale massiccia presenza dello Stato nel campo economico in una Condizione di Democrazia Bloccata determinò fenomeni di corruzione diffusa e di costruzione di Sistemi di Potere e di Processi Degenerativi di Sotto-Governo sovente pesantemente collusi con Organizzazioni Criminali in funzione Anti-Comunista.
La Grande Imprenditoria Privata di fatto appariva come un Colosso dai piedi di Argilla sussidiata dallo Stato in modo diretto ed indiretto mediante gli Ammortizzatori Sociali, in quegli stessi anni all’interno della grande borghesia esplose una pesante guerra ideologico-egemonica tra i “Gollisti” – Tecnocrati e i Gruppi Emergenti che si concluse con la sconfitta dei primi sancita dal cambio del Board di Generali. La sconfitta dei Gollisti non fu, ovviamente, a costo zero: si coagularono attorno al Gruppo Caracciolo (Repubblica)  ed a settori della Magistratura le posizioni più oltranziste del Sistema di Potere che operarono in modo da spazzare via le forze Riformiste e mantenere lo status quo. Operazione che non solo fallì ma attraverso l’azzeramento dei Partiti Storici dell’Area Centrista aprì la porta ai Partiti Azienda ed ai Partiti di Plastica.
Il vecchio regime a-costituzionale democristiano – comunista implodeva e si apriva la via al nuovo regime Post-Costituzionale fondato sulla figura del Leader che parla al Popolo sino a giungere all’assurdo costituzionale di due Carte Fondamentali una Formale e l’altra Sostanziale: Due Costituzioni nessuna Costituzione.
Oggi paghiamo il conto di Riforme Economiche e Sociali non compiute (le privatizzazioni sono avvenute alla Sovietica) e di Riforme Costituzionali non effettuate che in una Congiuntura di Crisi Internazionale ci rendono più fragili di altre Nazioni e più esposti al rischio default ed ancora i Partiti attualmente presenti in Parlamento sono privi di cultura politica espressione o della pancia del Paese o di gruppi di Interesse quindi incapaci di Progettare il Nuovo e di cogliere le opportunità che pure in questa drammatica temporalità si aprono.

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