Del Primato Morale della Libertà
Muhammar el Gheddafi è morto, ammazzato forse con un colpo di pistola alla testa dopo essere stato ferito in combattimento alle gambe, ma non è importante il come è morto ciò che più conta è la fine di un Regime durato quarantadue anni … fine di un regime? Quando un Regime dura quarantadue anni, quando un Satrapo domina sul proprio popolo per quasi mezzo secolo occorre porsi una domanda: Quanti di coloro che oggi hanno rovesciato il regime con esso si sono pasciuti? Quanti di coloro che oggi celebrano la Morte del Tiranno alla sua tirannia sono stati organici? E se queste domande sono legittime per i vertici, altrettanto legittime sono per la base.
Le Dittature, le Tirannie Personali come dei Partiti Totalitari corrompono i Popoli, nulla come la Deprivazione della Libertà uccide nel Popolo l’istinto morale e rende impossibile qualsivoglia espressione etica.
La Tirannia si fonda sempre su: A) processi di omologazione, B) Conformismo mortifero di ogni espressione individuale di sperimentazione, C) processi di deresponsabilizzazione di massa, D) costruzione di sistemi di potere fondati sulla coppia: ricatto/corruzione, E) annientamento di ogni forma di creatività politica e quindi di dinamismo sociale.
A livello internazionale quanti governi democratici hanno sostenuto, vezzeggiato, dialogato con i regimi totalitari? Quante associazioni politiche e sociali ed addirittura religiose progressiste in nome del terzomondismo hanno sostenuto e sostengono Regimi Criminali? Quali danni producono nelle società libere e democratiche le connivenze istituzionali e della società civile con le tirannie?
Mazzini negli anni quaranta dell’Ottocento scrisse, in una intensa e drammatica lettera da Londra, che la Libertà è l’unica grande forza educatrice dei popoli, cooperare dunque con quei reggimenti politici che negano la potenza educatrice della Libertà implica una diminuzione di essa nei propri Paesi, nelle proprie Società.
Si costituisce così un Diritto dei Cittadini e delle Cittadine ad esigere da parte dei propri governi democratici la rottura delle relazioni politiche, economiche, di cooperazione militare e diplomatica con i regimi totalitari, chi nei nostri Paesi Democratici e Liberi costruisce rapporti positivi con le Dittature mina la nostra Democrazia e la nostra Libertà poiché non solo realizza compromessi ignobili ma deve, per potersi giustificare di fronte al proprio corpo elettorale, mentire circa la reale natura dei regimi con cui coopera o sottacere la verità circa la condizione del rispetto dei Diritti Umani e Civili in quei Paesi, ed inoltre isola coloro che a rischio della loro vita lottano senza compromessi contro i regimi che li opprimono.
Porre come centrale nell’Agenda Politica Internazionale i Diritti Civili e Umani significa porre la Politica e la Libertà quale fondamento generale delle Relazioni Politiche e quindi dell’Economia oltre che dare fondamento etico all’agire politico.
Se realmente vogliamo riaffermare il Primato della Politica sull’Economia correggendo così le storture drammatiche dei processi finanziari abbiamo il dovere di affermare il Primato Morale, dunque Storico, della Libertà, senza compromessi e senza reticenze.

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