giovedì 13 ottobre 2011

Contemplando l'Apocalisse

Contemplando l’Apocalisse …
Non avete sentito parlare di quell’uomo folle che, nel chiarore del mattino, accendeva una lampada andava al mercato e gridava incessantemente – Cerco Dio! Cerco Dio! ….Il folle balzò in mezzo a loro e li trafisse con lo sguardo: Dove è andato Dio?- gridò – ve lo dico io: l’abbiamo ucciso noi, voi e io! Noi tutti siamo i suoi assassini!” (Nietzsche – La Gaia Scienza – Aforisma 125)
Nietzsche pubblica la Gaya Scienza nel 1887 e quindi rivista ed ampliata nel 1888 aprendo e fondando con il grido del Folle la Civiltà della Crisi, simbolicamente la proclamazione della Morte per Assassinio di Dio apre la Contemporaneità come Temporalità della Crisi di ogni certezza e di ogni valore, il de-costruirsi di ogni “Paradigma di Civiltà Stabile” e tale tragica proclamazione avviene nel Mercato, ove più nessuno crede a Dio. Il Mercato come luogo che si è emancipato – liberato da ogni Orizzonte Metafisico e da ogni Ordine che non sia l’Ordine del Mercato stesso.
Cos’è il Mercato? Il Mercato è il luogo dello Scambio Totale, il Luogo della Transazione e dunque anche quel Luogo in cui tutto Transita, in cui Tutto ed ogni cosa assume un Valore Negoziale e quindi transita di negoziazione in negoziazione in un ciclo infinito sino alla consumazione del Valore della Merce. Il Mercato è inoltre, giusta la sua Natura Profonda, il Luogo in cui tutto ciò che non ha un Valore di Scambio viene Posto a Morte fosse anche Dio ovvero l’Orizzonte Metafisico del Mondo, la possibilità cioè del Mondo di essere Altro rispetto alla fenomenologia degli Enti che lo compongono.
In questi giorni frenetici di frenetica angoscia contempliamo l’Apocalisse del Mercato, attoniti, sbigottiti, spaventati cogliamo nella nostra Storia la Rivelazione Estrema ed Ultima: il Mercato, che Apocalisse non indica il venire meno del Mondo ma la Rivelazione di un Oggetto Radicale del Mondo. Per il Mondo che abbiamo conosciuto si trattava della Rivelazione di Cristo, ovvero dell’Uomo-Dio, dell’Uomo che si Manifesta e si Appalesa come la Chiave Radicale di Interpretazione di Ogni Realtà poiché in Sé è Dio e il Mondo, Sintesi Radicale di entrambi qui ed ora. Il Profeta Pazzo annuncia una Nuova ed Estrema ed Ultima Rivelazione che uccide ogni altra Rivelazione: il Mercato.
La Primavera Araba che ha radicalmente mutato la geo-politica e forse gli assetti profondi del Mediterraneo Meridionale ed Orientale nasce dal Mercato: la Rivoluzione tunisina ha origine nell’aumento del prezzo delle granaglie prodotta dalla Globalizzazione ma allo stesso tempo si produce mediante la più sofisticata tecnologia della comunicazione: i social network, espressione radicale della Globalizzazione e dunque del Mercato Neo-Liberista.
Le nostre società forgiate e costruite nel Fuoco di due Grandi Conflitti Metafisici, che la Prima e la Seconda Guerra Mondiale con l’estensione nella Guerra Fredda di quest’ultima furono Conflitti di Ordine Metafisico tra la Libertà e la Tirannia, sono nude ed inermi di fronte all’Estrema ed Ultima Rivelazione che mette definitivamente a morte ogni Idea Metafisica, incapaci quindi di costruirsi oltre se stesse in una Novità Radicale quanto problematica per il suo carattere anarchico, caotico se si preferisce, distruttivo di ogni punto di riferimento fisso. Le nostre Strutture Condivise sono fondate sull’Ordine Dorico dello Spirito, il nostro Modello profondo ed archetipico è il Partenone che sfida i millenni nella sua severa bellezza, ebbene oggi quel Modello è radicalmente falsificato nella liquidità sociale nella velocità dello scambio, nell’istantaneità della comunicazione che giustizia e rende out le Liturgie del Politico, le pesantezze della Macchina Burocratica, ciò che prima generava sviluppo e sicurezza ora è ragione di recessione e di angoscia e di incertezza. Gli Stati non sono più in grado di garantire le ragioni del loro esistere: La vita, la libertà, la proprietà dei loro consociati, la Democrazia non è più in grado di assolvere alla sua funzione ideologica e operativa, anzi appare sempre più come un fattore di ostacolo alla crescita economica.
Noi non possiamo che costituirci come Eredi di quel tempo, riconoscere la morte definitiva di quel tempo e dunque di quello spazio, ed entrare coraggiosamente nel Nuovo Tempo e nel Nuovo Spazio assumendo la guida progettuale di esso attraverso la costruzione della Big Society che nel suo essere liquida obbedisce alla dinamica e non alla geometria dei solidi, che non ha un Centro ma è Centro in ogni sua parte, che si modifica in corso d’opera per tacito accordo molecolare che infine si auto-governa mediante la negoziazione continua e la costruzione del valore di scambio per ogni suo atto.
Claudio Tabacco.

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