Oltre l’Apocalisse: una prospettiva altra.
Dove c’è un Essere Umano lì appare il Mondo, gli Esseri Umani nella loro complessità sessuata hanno quale loro specifico la capacità di Evocare il Mondo e di costringere il Mondo ad apparire. Noi, pallidi e trepidi, abitatori delle Lande Estreme, di quelle terre in cui “a mezzodì dobbiamo accendere la lampada”, noi persi nell’alba gelida e spazzata dal vento, noi nelle cui orecchie risuona il grido del Folle: Dio è Morto e l’abbiamo assassinato noi, voi ed io, noi smarriti oltre ogni Orizzonte nel labirinto fragile delle nostre anime d’acqua e vento, noi scagliati da una forza oscura nel gorgo del Tempo, da una violenza estrema sottratti all’indifferenza del Nulla di fronte al Suono Rombante e di Pianto dello Shofar (corno di montone) sprofondiamo in un Silenzio Muto, in un’afasia radicale. I Saggi della Casa d’Israele dicono che in quel Suono che si modula nella tonalità teruà –roboante e nel “pianto della madre di Siserà” è la Voce dell’Eterno.
Udii per la prima volta il suono dello Shofar nella Sinagoga di Torino all’apertura del “Tabernacolo” dei Rotoli della Torah e ne ebbi un impressione profonda, che ancora permane in me a tanti anni di distanza. È un suono Arcaico che pare giungere dalle profondità, dalle viscere, del Tempo, dunque un suono che nell’Ora raccoglie e rende attuale l’Origine Archetipica, l’Origine Profonda ed Emozionale capace di accogliere e raccogliere gli Elementi Segreti della Storia e disporli in un Ordine Simbolico al centro del quale vi è l’Essere Umano. Lo Shofar tuona, rimbomba e singhiozza coma il pianto della madre di Siserà che coglie la sorte del figlio; Siserà era il Comandante delle Schiere Cananee sconfitto ed ucciso dalle Schiere della Casa di Israele, dunque nel suono dello Shofar vi è anche la memoria dell’Altro – il Nemico, anche la Memoria del Nemico è adunata nel “Muggito” del Corno d’Ariete.
Rosh haShana apre il Ciclo dei Giorni Terribili che si concluderà con Yom Kippur il Grande Giorno del Digiuno e dell’Espiazione, quel ciclo che Fonda l’Identità della Casa di Israele e con Pesach ne costituisce il Centro Segreto e Profondo. La Celebrazione del Capodanno rompe la circolarità del Tempo, spezza l’Eterno Ritorno dell’Eguale, alla monotonia del divenire ciclico delle Stagioni contrappone le Ragioni della Storia e prima ancora della Memoria, che la Memoria precede la Storia, il Ricordare del Singolo, dell’Individuo, si unisce per mille Narrazioni nel Ricordare Collettivo e quindi si dispiega in un Ordine Strutturato e Strutturante come nella Cena di Rosh ha-Shana che è detta Seder cioè Ordine poiché le pietanze e le frutta seguono un Ordine preciso di presentazione, il semplice accadere dei fatti diviene meditazione teleologica dei fatti e quindi Innalzamento del Divenire Storico sul Piano Trans-Storico ed infine trascendenza radicale di fronte all’Altro.
Ma noi abbiamo Assassinato l’Altro ed allo stesso tempo Noi siamo dei Sopravvissuti al Fallimento Radicale di Noi Stessi, fallimento radicale del Cristianesimo e della Civiltà fondata sul Cristianesimo, fallimento radicale delle Grandi Religioni Immanentistiche e Progressive dall’Illuminismo al Comunismo, fallimento radicale della Filosofia, come ebbe a scrivere Hans Jonas quando seppe dell’adesione al Nazismo di Heidegger, ora fallimento radicale del Modello Macro-Economico, fallimento radicale dell’Umanesimo quale prospettiva comune di civiltà, il Suono della Grande Buccina ci lascia sgomenti e svuotati. Un Capodanno che non fa esplodere i tappi di Champagne ma Ordina nei Cibi il Cosmo e con esso la Storia ci costringe ad andare in pellegrinaggio alla Radix della nostra Identità a chiederci: Chi siamo? Donde veniamo? A quale strada concediamo il nostro passo? Ebbene anche noi abbiamo il nostro posto, anche i nostri fallimenti hanno il loro posto a Rosh ha-Shana poiché nel Capodanno degli Ebrei si celebra anche la Creazione dell’Uomo, il suo essere Sintesi del Cosmo insufflata dal Ruach ha-Qodesh / Soffio della Santificazione. Noi ci scopriamo Eredi che cercano la propria Eredità e come gli Ebrei dobbiamo attraversare il Deserto per raccoglierla e farla fruttificare così che chi dopo di noi verrà possa a sua volta percorrere il Deserto fruttificare la nostra Eredità.
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