Facciamo il punto
Lo stato dell’arte ci dice che il governo ha ottenuto la maggioranza con 15 voti di scarto, 316 a 301, ma l’attuale Maggioranza Parlamentare Non è la Maggioranza Parlamentare uscita dalle urne; dunque siamo di fronte ad una pesante a-nomalia non certo secondo la Costituzione Repubblicana, che sancisce in modo chiarissimo che Dominus della vita politica è il Parlamento, ma secondo la particolarissima lettura da sempre offerta da Silvio Berlusconi.
La Maggioranza Politica non coincide con la Maggioranza Reale tutti i sondaggi ed i focus, tanto cari al Presidente del Consiglio, ci dicono che la Maggioranza Reale è contraria al Governo nella misura del 56%, ovvero oltre la metà dei cittadini e delle cittadine se domani si andasse a votare opterebbe per forze politiche e schieramenti diversi da quello che ad oggi occupa il Parlamento.
La drammaticità della Crisi Economico-Finanziaria ed il suo continuo acuirsi, le società quotate in borsa hanno perso negli ultimi sei sette mesi circa il 40% della loro capitalizzazione, il Sistema Bancario dovrà ri-capitalizzarsi non solo per superare gli Stress Test bensì per far fronte alle prevedibili crisi di liquidità, richiederebbe un Governo Forte ed un Parlamento Coeso attorno ad un Progetto Politico Economico Condiviso, ed invece lo scontro parlamentare non solo è al calor bianco ma la scelta delle Opposizioni di non essere presenti in Aula durante le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sancisce una rottura irreversibile della “Solidarietà Istituzionale”. Questa Maggioranza Parlamentare risicatissima, se è legittima sul piano giuridico, è in una condizione di radicale impossibilità operativa: non è cioè auto-sufficiente né è in grado di affrontare le tempeste finanziarie e la speculazione dei grandi gruppi finanziari mondiali sull’Euro e sul Debito Sovrano.
La conflittualità sociale per quanto scomposta e priva di un vero progetto alternativo è in crescita esponenziale e sempre più nelle piazze risuonano gli slogans volgarissimi dell’anti-politica alimentati da una Classe Politica incapace ed impossibilitata strutturalmente di intercettare il “malessere sociale” e trasformarlo in un potente strumento di modernizzazione.
Questa Maggioranza Politico – Parlamentare all’alba del suo cammino disponeva di numeri stellari come mai nessun governo nella Storia Politica della Repubblica oggi è ridotta a rincorrere i peones per riuscire di volta in volta a ricompattarsi normalmente su Disegni di Legge voluti per risolvere i problemi giudiziari di Silvio Berlusconi; problemi giudiziari e di immagine che minano radicalmente la credibilità internazionale dell’Esecutivo.
Lo spending internazionale del nostro Paese come testimoniano le principali testate giornalistiche non è mai stato così basso, anche oggi il Financial Times auspicava la caduta dell’Esecutivo.
D’altro canto le Opposizioni non paiono assolutamente in grado di costruire un Progetto Politico realmente alternativo, ed è banale dimostrarlo: se si dovesse ri-scrivere la Legge Elettorale sarebbe praticamente impossibile trovare un punto di sintesi nel solo PD vi sono almeno due scuole di pensiero diverse e configgenti, figuriamoci su un Progetto Avanzato di Riforme Politiche, Costituzionali ed Economiche.
Di fatto ci troviamo in una situazione di impasse Istituzionale e Politica da cui non sarà né facile né agevole uscire.
Credo che solo le Dimissioni del Presidente del Consiglio dopo aver ottenuto la Maggioranza potrebbe rasserenare il clima politico ed aprire la strada ad un Esecutivo Tecnico-Politico che porti il Paese alle Elezioni in tempi ragionevolmente rapidi, primavera 2012 nonostante il Referendum che pende e blocca qualsiasi sviluppo in senso elettorale.

Nessun commento:
Posta un commento