giovedì 13 ottobre 2011

L'Apocalisse della Libertà

L’Apocalisse della Libertà
Essere grati a Steve Jobs non è feticismo dell’oggetto tecnologico estremo e neppure adeguamento estetizzante all’ultimo funerale di grido, la gratitudine verso di lui nasce dalla constatazione che le innovazioni tecnologiche da lui escogitate, pensate, costruite hanno cambiato e stanno cambiando le regole del gioco culturale, antropologico, quindi storico politico economico.
La Rivoluzione Tecnologica ha definitivamente cancellato l’Idea di Centro; non vi è più un centro, non vi è più una periferia, non vi è più un sopra e neppure un sotto, ogni Luogo è Centro poiché nodo della Comunicazione Tecnologica Immediata e luogo della Condivisione Globale dei Saperi come dell’Informazione: una e-mail impiega circa dieci secondi a fare il giro del Mondo, una lettera almeno venti giorni. Ogni Luogo può divenire Struttura Radicale e Nodale di una Rete di Comunicazione in continuo divenire, una Rete Globale di Work in Progress che continuamente si modifica attraverso processi di Alterazione, cioè attraverso il continuo Divenire Altro da Sé in una sorta di gioco delle Identità Mobili, Mobili non solo perché non più legate a un Dover d’Essere fondato su categorie cristallizzate, su di un disseccamento gnomico, bensì Mobili poiché Nomadi nello Spazio come nel Tempo, capaci così di creare Comunità di Interessi come di Percezione del Mondo, sempre più il Medium delle Idee diviene connaturato alla sostanza delle Idee dunque Immateriale in qualche modo Spirituale comunque Leggero, che non significa spregiativamente inconsistente quanto Libero da ogni catena da ogni superfetazione inutile, da ogni orpello sovrabbondante così da rendere l’essenziale e nell’essenziale produrre un’Emergenza Ontologica Radicale.
Se il Socialismo si connota, nella sua fase più avanzata, quale inesausta tensione verso il Riformismo Strutturale allora dobbiamo avere il coraggio di entrare sempre più nell’Universo Ultimo, nella Apocalisse del Nuovo Mondo, in quella Ri-Velazione Radicale dell’Umano che oggi ci esplode di fronte dando ad essa Corpo Strutturale e Legale, intendendosi per Corpo Legale la Sintesi Strutturata della Realtà. Occorrerà costruire in modo globale una profonda ricognizione del Mondo Novello sapendo quanto esso sia Leggero, A-Sistematico, Precario, Complesso, Plurale, occorrerà così portare la Sfida al Modello Dominante nel suo più alto punto di crisi mettendo radicalmente in gioco e scommettendo ogni cosa. Se per Lombardi le Riforme di Struttura comportarono la Nazionalizzazione dell’Energia Elettrica oggi il Punto di Crisi si colloca sulle frontiere estreme ed ultime dell’Immateriale: porre tutti e ciascuno nelle condizioni di Accedere alle Reti Immateriali della Comunicazione non certo con processi di Nazionalizzazione, che le Reti Immateriali di Comunicazione sono per loro intrinseca natura Globali, ma investendo in esse attraverso la Mano Pubblica e lasciandole in assoluta auto-gestione da parte dei Soggetti Fruitori.
Occorre cogliere la Sfida e governarla nella Libertà ripensando il Concetto e la Concettualizzazione dell’Eguaglianza fuori da ogni Egualitarismo e contro ogni Egualitarismo che appiattisce ed uniforma.  Eguaglianza nel Punto di Partenza e di fronte alla Legge e poi Libertà / Responsabilità Individuale nel Percorso Esistenziale come nei Processi di Presa di Potere sul Mondo attraverso la Condivisione Mediatica. Quella che abbiamo di fronte dovrà essere una Società di Eguali che crescono in Modo Diseguale a seconda del Merito e delle Capacità che esprimono. Tutto ciò richiede una profonda Rivoluzione Antropologica e quindi della Cultura di cui noi siamo per vocazione storica chiamati ad essere protagonisti. L’Immaterialità Tecno-Comunicativa come Tecno-Scientifica non tollera pesantezze procedurali né ed ancor meno liturgie ossificate del Politico o rendite di posizione o ideologismi legati ad un Mondo defunto e cadaverizzato.

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